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6 Maggio 2020

COME SARA’ IL COMMERCIO POST-PANDEMIA? DUE “WEBINAR” PER GLI OPERATORI DI BIBIONE E CAORLE

Comunicato stampa

Che la Pandemia abbia condizionato e condizionerà il nostro modo di vivere è un dato di fatto innegabile. Nel prossimo futuro le disposizioni per garantire la sicurezza sanitaria ci costringeranno a cambiamenti radicali, cambiamenti che interesseranno anche diversi settori economici ed in particolare commercio e pubblici esercizi.

Confcommercio Portogruaro – Bibione – Caorle si è quindi immediatamente attivata per poter comprendere come sarà il commercio post-lockdown, ovvero quali saranno le esigenze da soddisfare per poter ancora permettere agli associati di attirare i clienti. Non stiamo parlando solamente delle misure di tipo sanitario, che verranno normate dal legislatore ed alle quali tutti gli operatori del commercio e della ristorazione dovranno adeguarsi, ma soprattutto di come dovrà cambiare il commercio al dettaglio, anche dal punto di vista delle modifiche che dovranno essere adottate nei singoli punti vendita.

Con questo obbiettivo, Confcommercio Portogruaro – Bibione – Caorle ha organizzato due “webinar” dedicati agli operatori di Bibione e Caorle che si svolgeranno, in via telematica, giovedì 7 maggio alle ore 15 per gli associati di Bibione e venerdì 9 maggio alle ore 15 per quelli di Caorle. Parteciperà ai seminari l’architetto ed “emotional designer” Federico Marzari, formatore per Confcommercio Ter Servizi Venezia, manager di alcuni distretti del Commercio della provincia di Venezia e storico consulente di grandi aziende come Geox e Coin. “Un giorno l’emergenza Covid 19 sarà superata – spiega Marzari – ma la pandemia ci costringerà inevitabilmente a ripensare il nostro settore. Dovremo avere attenzioni diverse, dovremo cambiare mentalità dando anche un nuovo aspetto alle nostre attività”. Le esigenze di tutela sanitaria, ad esempio, costringeranno i negozi d’abbigliamento a ridurre la quantità di merce esposta al fine di consentire il mantenimento in magazzino degli altri capi, adeguatamente confezionati, sanificati ed isolati per garantire la sicurezza degli altri clienti. Negozi con scaffali carichi di merce dovranno “riconvertirsi” e diventare quasi degli “showroom”, pensando anche a forme di consegna a domicilio, una realtà che oggi più che mai diventa sempre più importante non solo nel settore alimentare. “Cambieranno i criteri espositivi, cambieranno gli spazi, ma il sistema per funzionare avrà bisogno della collaborazione di tutti – prosegue l’architetto Marzari – il concetto chiave è fare rete: se tutti i nostri operatori lavoreranno per adeguare le proprie strutture potremo veicolare ai nostri clienti il messaggio di una località che si è impegnata per dare sicurezza sia a loro che ai lavoratori dei punti vendita”.

“Il Covid19 sta cambiando il mondo del commercio e della ristorazione – è il commento di Giuseppe Morsanuto, presidente di Confcommercio Bibione – San Michele al Tagliamento – ma pur consapevoli delle difficoltà, dobbiamo sfruttare questo momento per trasformare la nostra offerta per dare un futuro concreto alle nostre aziende. I nostri punti vendita dovranno cominciare a fornire ai consumatori un messaggio chiaro e trasparente, riducendo la dispersione, in modo da proporre un’offerta commerciale efficace. Le vecchie botteghe dovranno convertirsi, ripensando le proprie vetrine, prevedendo laddove possibile forme di delivery e veicolando messaggi che trasmettano sicurezza dal punto di vista sanitario, anche nei confronti del personale dipendente. Il cliente valuterà positivamente l’attenzione che riserveremo a questi aspetti”.

“Si tratta di una chiacchierata per mettere a fuoco le soluzioni più opportune per ripartire con fiducia – dichiara Corrado Sandrin, presidente di Confcommercio Caorle – Vogliamo offrire idee che permettano di migliorare il nostro approccio verso i clienti, sfruttando anche le potenzialità del commercio digitale, il tutto per dare un futuro alle nostre imprese”.